La situazione al Cpr di via Corelli a Milano è critica. Con 88 persone attualmente presenti, negli ultimi 30 giorni sono stati registrati 17 eventi critici, tra cui tentativi di suicidio e autolesionismo. Durante una visita di ispezione, il consigliere regionale del Patto Civico, Luca Paladini, e la consigliera di Municipio 3 per Sinistra Italiana, Rahel Sereke, hanno espresso preoccupazione per le condizioni di vita dei trattenuti.
I due esponenti politici hanno rivelato che una persona si trova in terapia intensiva dopo aver ingerito detersivo da bagno. I segni di tentativi di incendio erano visibili durante la loro ispezione, indicativi di un clima di forte disagio e sofferenza all’interno della struttura.
Materassi all’aperto e richiesta d’aiuto
Le condizioni all’interno del Cpr sono descritte come insostenibili. In seguito a colloqui con 16 trattenuti, Paladini e Sereke hanno riportato diversi segnali di distress: dalla disperazione alla rabbia per pasti non adeguati e una generale mancanza di ascolto e cura. Per fare fronte al caldo insopportabile, alcuni materassi sono stati spostati in spazi semiaperti.
Diffida al sindaco e normativa vigente
La situazione ha portato Paladini e Sereke a dichiarare che i Cpr sono luoghi patogeni che non rispettano la dignità umana. In precedenza, la eurodeputata Cecilia Strada aveva inviato una diffida al sindaco Beppe Sala, chiedendo la chiusura immediata della struttura e la richiesta di danni d’immagine al Ministero dell’Interno, basandosi sulla sentenza 96/2025 della Corte costituzionale, che ha evidenziato un vuoto normativo sui Cpr.