Territorio conteso

Cerro Maggiore, no al maxi fotovoltaico sui terreni agricoli

Il progetto prevede 20mila moduli su 150mila metri quadrati accanto all’A8

Cerro Maggiore, no al maxi fotovoltaico sui terreni agricoli

Un impianto composto da 20mila pannelli solari, distribuiti su una superficie di circa 150mila metri quadrati, potrebbe essere realizzato tra Cerro Maggiore e la frazione di Cantalupo, nell’hinterland nord-occidentale di Milano. L’area individuata si trova accanto all’autostrada A8 Milano-Varese ed è classificata come agricola.

Il progetto, dal valore stimato di 10 milioni di euro, è stato presentato nei giorni scorsi alla Città Metropolitana di Milano ed è ora in attesa delle autorizzazioni necessarie. L’iniziativa ha però già suscitato la contrarietà dell’amministrazione comunale di Cerro Maggiore, guidata dalla sindaca Nuccia Berra.

Le perplessità del Comune

Il Comune ritiene che la realizzazione dell’impianto rischi di compromettere l’unica grande area verde rimasta tra Cerro e Cantalupo. Secondo l’amministrazione, la zona costituisce un corridoio ecologico ed è parte integrante del Plis dei Mughetti, il parco locale di interesse sovracomunale che tutela il territorio.

Il vicesindaco Alessandro Provini ha sottolineato che lo sviluppo delle energie rinnovabili rappresenta un obiettivo strategico, ma non dovrebbe tradursi nella trasformazione di terreni agricoli in un impianto industriale. La posizione espressa dal municipio richiama la necessità di conciliare transizione energetica, pianificazione territoriale, tutela del paesaggio e salvaguardia delle attività agricole locali.

Richiesta nuova documentazione

Per approfondire gli aspetti tecnici e normativi dell’intervento, il Comune ha chiesto all’azienda ulteriori documenti. La Giunta ha approvato una delibera di circa 15 pagine, contenente richieste di chiarimento, osservazioni e rilievi sulle caratteristiche del progetto.

Dopo l’adozione dell’atto comunale sono arrivate ulteriori osservazioni da parte del Plis dei Mughetti e di altri enti. L’amministrazione sostiene che tali contributi confermino le criticità già evidenziate e intende quindi portare avanti la propria posizione contraria nell’ambito della procedura autorizzativa ancora in corso.