Nuovi alberi danneggiati a Buccinasco, questa volta a causa del tarlo asiatico del fusto. La presenza dell’insetto è stata individuata dai tecnici del Servizio fitosanitario regionale durante le attività di monitoraggio svolte nei giorni scorsi sul territorio comunale.
Le piante infestate si trovano nell’area alle spalle di via Indipendenza, tra il Centro sportivo Scirea e via Morandi. Si tratta di alcuni noccioli e aceri, specie considerate sensibili all’azione del coleottero. In base alla normativa europea e regionale che disciplina il contrasto alla diffusione del tarlo asiatico, gli esemplari colpiti dovranno essere rimossi insieme alle piante sensibili presenti nelle vicinanze.
Le misure contro l’insetto
Il tarlo asiatico è un coleottero ritenuto particolarmente dannoso per numerose specie di latifoglie ornamentali, arboree e arbustive, sia negli ambienti forestali sia nelle aree urbane. La sua individuazione impone l’adozione di interventi specifici per limitarne la propagazione e tutelare la vegetazione circostante. Per questo, ha spiegato la vicesindaca e assessora alle Politiche ambientali Rosa Palone, non sarebbe possibile optare per soluzioni diverse dall’abbattimento degli alberi interessati.
Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, l’intervento è quindi necessario per rispettare le disposizioni vigenti e proteggere il patrimonio arboreo dell’area. L’operazione riguarderà gli alberi individuati come infestati e le piante sensibili vicine, secondo le indicazioni del servizio fitosanitario.
Le prospettive per il bosco
La vicesindaca ha inoltre rassicurato i residenti sulle condizioni future del bosco. Nonostante le rimozioni, l’area dovrebbe mantenere la propria vegetazione grazie alla capacità naturale del luogo di sviluppare nuovi arbusti e germogli.
Palone ha richiamato l’esempio dell’area a frutteto situata di fronte, dove, dopo un intervento analogo, la vegetazione ha progressivamente ricoperto gli spazi interessati. Anche nel caso dell’area compresa tra il centro Scirea e via Morandi, l’obiettivo resta dunque quello di contenere la presenza del parassita salvaguardando, per quanto possibile, l’equilibrio del bosco.