La cura dei figli e l’attività professionale continuano a rappresentare un binomio irrisolto, come dimostrano i dati lombardi sulle dimissioni volontarie dei neo-genitori nel 2025. La situazione nel territorio milanese evidenzia una profonda disparità di genere.
I numeri del fenomeno
I dati rivelano che le convalide effettuate nell’area metropolitana di Milano rappresentano oltre il 15% del totale nazionale. Su un totale di 50.770 convalide, ben 40.628 (ossia il 68%) riguardano le donne. Nella sola area metropolitana di Milano, questa percentuale sale al 76%, con 7.042 convalide femminili su 9.212 totali.
Le motivazioni delle dimissioni
Le ragioni che spingono a lasciare il lavoro variano significativamente tra i sessi. Per le donne, il 40,4% delle madri cita l’assenza di servizi come motivo principale, seguito dal 33,7% che menziona le difficoltà di conciliazione tra vita privata e lavoro. Al contrario, per gli uomini, la paternità è spesso vista come un’opportunità di miglioramento: quasi il 65%% dei padri si dimette per passare a un’altra azienda.
Questi dati pongono in evidenza un tema sociale cruciale riguardante la gestione della quotidianità familiare. La Consigliera di parità della Città metropolitana di Milano, Barbara Peres, ha sottolineato come il carico di cura dei bambini sia ancora mal distribuito, con un impatto significativo sulle vite e le carriere delle donne. Secondo Peres, compiti come cambiare un pannolino o far addormentare un neonato potrebbero essere equamente condivisi tra mamme e papà.
Infine, la Consigliera ha suggerito che un cambiamento normativo, come l’uguaglianza nei periodi di astensione obbligatoria, potrebbe migliorare la situazione lavorativa per entrambi i genitori e contribuire a contrastare il problema della denatalità in Italia.