Negli ultimi mesi, il carcere di San Vittore ha registrato un suicidio, una morte per cause da accertare, 214 danneggiamenti e 23 incendi dolosi. Questi dati sono stati resi noti dai delegati dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, che hanno visitato la struttura il 14 luglio 2026 nell’ambito di una mobilitazione nazionale che ha coinvolto decine di istituti penitenziari in tutta Italia.
Sovraffollamento e carenze di organico
Durante la visita, la delegazione ha evidenziato il costante sovraffollamento del carcere, con 1173 detenuti a fronte di una capienza di 740. Tra i detenuti, 710 sono stranieri e 235 hanno meno di 24 anni. Inoltre, 677 sono tossicodipendenti e 154 presentano diagnosi psichiatriche maggiori. Per quanto riguarda la polizia penitenziaria, sono presenti 565 agenti, rispetto ai 655 previsti dalla pianta organica, con carenze simili anche nell’area sanitaria.
I delegati hanno riconosciuto un miglioramento delle condizioni igieniche, ma hanno segnalato che la struttura è vecchia e presenta problemi di surriscaldamento, soprattutto negli ultimi piani. Il garante dei detenuti di Milano, Luigi Pagano, ha recentemente chiesto al governo di adottare un provvedimento per ridurre il numero di detenuti, in considerazione delle alte temperature.
Partecipazione e richieste
Alla visita hanno partecipato diverse personalità, tra cui la scrittrice Daria Bignardi, la consigliera regionale del PD Paola Bocci, i consiglieri comunali di Milano e membri della sottocommissione carceri Giungi e Nahum, il responsabile carcere di Caritas Andrea Molteni e la presidente di Antigone Lombardia Valeria Verdolini. Durante il sopralluogo, è emerso un quadro caratterizzato da un forte sovraffollamento, un numero consistente di ingressi giornalieri e una popolazione detenuta con molteplici fragilità. La delegazione ha quindi ritenuto prioritario chiedere una riduzione dei numeri in violazione della sentenza Torreggiani e di esplorare possibili soluzioni per l’uscita delle persone fragili.