Milano guadagna terreno tra le metropoli più costose al mondo per chi mantiene uno stile di vita di alto profilo. Il Global Wealth and Lifestyle Report 2026, pubblicato dalla banca svizzera Julius Bär, colloca il capoluogo lombardo al nono posto della classifica globale, in salita rispetto alla decima posizione occupata nel 2025. Questo dato conferma il posizionamento strategico della città nel panorama internazionale, sempre più influenzato dalle dinamiche valutarie e dalla riallocazione dei grandi patrimoni globali.
L’euro forte
Gli analisti evidenziano come l’apprezzamento della valuta europea rispetto al dollaro statunitense abbia giocato un ruolo determinante nella “gerarchia” delle città. In un sistema economico frammentato, la stabilità della moneta locale diventa un fattore decisivo: le città ancorate a valute forti, come il franco svizzero o l’euro, vedono inevitabilmente crescere il proprio peso nel calcolo del costo della vita globale.
Il lusso come investimento
Oltre all’effetto cambio, la dinamica dei prezzi riflette una trasformazione nelle abitudini di consumo degli individui con patrimoni elevati. I beni di lusso, dai gioielli agli orologi, stanno vivendo una fase di rincaro legata al costo delle materie prime, in particolare dell’oro, e a strategie di posizionamento globale dei marchi. Milano, sede di molte di queste realtà e snodo nevralgico della moda e del design, assorbe queste spinte, rendendo il paniere di beni e servizi monitorato dal rapporto – che include anche scuola, assistenza sanitaria e proprietà immobiliari – progressivamente più oneroso.
I dati mostrano che Milano si colloca ai vertici globali soprattutto nelle categorie più legate al posizionamento “premium” della città. Spiccano in particolare orologi (2ª) e gioielleria (3ª), che confermano la forte specializzazione di Milano nei consumi di lusso, insieme a livelli molto alti anche per assistenza sanitaria (4ª) e per biciclette, pacchetto tecnologico, fine dining (tutte 5ª): un mix di lifestyle urbano e servizi di fascia alta.
In molte altre voci Milano rimane comunque nella parte alta o intermedia della classifica, ad esempio champagne (11ª), immobiliare residenziale (11ª), suite in hotel (11ª), avvocato (11ª) e MBA (11ª): costosa, ma non tra le primissime rispetto ai grandi hub globali. Le aree in cui Milano risulta relativamente meno cara (posizioni più alte) sono soprattutto alcune spese legate a consumo e servizi non strettamente “core luxury”: volo in business class (18ª), scuola privata (16ª), scarpe da donna (16ª), borsa da donna (15ª), abito da uomo (15ª) e spa (15ª). Nel complesso, la lettura è chiara: Milano primeggia dove conta la reputazione del lusso e dei servizi top, mentre è più competitiva (cioè meno cara) in diverse voci di spesa quotidiana o internazionale.