La procura di Milano ha richiesto la custodia cautelare in carcere per Mohammed Saidi, un 27enne algerino accusato di aver sfregiato al volto una ragazza di 23 anni sulla banchina della fermata di Duomo. L’aggressione è avvenuta nel pomeriggio di giovedì e Saidi risponde di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, un reato introdotto nel 2019. La pm Simona Ferraiuolo ha evidenziato il pericolo di fuga e la possibilità di reiterazione del reato.
L’aggressione e la fuga
Intorno alle 15.30, sulla banchina della metro, Saidi si è avvicinato alla vittima e le ha chiesto: “Cosa guardi? Sono uomo e musulmano”. Dopo che la giovane ha negato di averlo guardato, l’uomo ha iniziato a insultarla e a sputarle addosso, colpendola poi con un pugno al volto. Nel tentativo di difendersi, la ragazza è stata ferita con un coltellino, riportando uno sfregio al labbro e alla guancia.
La giovane è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in codice giallo al Policlinico di Milano, mentre Saidi tentava di fuggire. È stato però inseguito e arrestato poco dopo in via Torino, all’altezza di via Falcone, con l’accusa di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.
Un arresto precedente
È emerso che Mohammed Saidi era stato arrestato poche ore prima dell’aggressione in piazza Argentina per danneggiamenti e tentato furto. La polizia lo aveva fermato in quanto in possesso di oggetti rubati da auto nella zona di Rubattino. Dopo l’arresto, era stato rilasciato con un divieto di dimora a Milano.
Le condizioni della vittima sono state descritte dalla giovane stessa: “Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare”. La ragazza ha riportato una prognosi di 10 giorni e ha raccontato di aver tentato di difendersi con l’aiuto di un’amica, ma Saidi ha reagito con violenza, colpendola al viso con un coltello.
Il Nucleo antiterrorismo del Ros di Milano sta conducendo indagini anche tramite Interpol per verificare eventuali collegamenti di Saidi con ambienti radicalizzati.