Processo emozionante

Davide Cavallo abbraccia uno degli aggressori in tribunale

Il giovane accoltellato ha incontrato i suoi aggressori durante l'udienza a Milano.

Un pianto liberatorio, un abbraccio sincero e una lunga conversazione sui gradini del tribunale per i minorenni di Milano. È quanto accaduto giovedì pomeriggio durante l’apertura del processo a carico di tre ragazzi, accusati di aver partecipato al violento pestaggio e alla rapina ai danni di Davide Cavallo, lo studente bocconiano di 22 anni rimasto gravemente ferito lo scorso 12 ottobre in corso Como.

Il giovane, accompagnato dal suo legale Giovanni Azzena, si è trovato a pochi passi dai suoi aggressori e ha scelto di compiere un gesto distensivo, abbracciando uno dei minorenni e fermandosi poi a parlare a lungo con un altro di loro a margine dell’udienza.

La richiesta di messa alla prova

L’aggressione, avvenuta all’esterno di uno dei locali simbolo della movida milanese, ha lasciato il ventiduenne con gravi lesioni permanenti a causa delle coltellate ricevute. Durante l’udienza, i difensori dei tre minorenni hanno avanzato la richiesta di accesso all’istituto della messa alla prova e, in subordine, del giudizio con rito abbreviato, chiedendo anche di intraprendere un percorso di giustizia riparativa.

Le posizioni dei maggiorenni

Per la stessa vicenda, i giudici si sono già espressi nei confronti dei due maggiorenni coinvolti. Alessandro Chiani, 19 anni, considerato l’esecutore materiale delle coltellate, è stato condannato lo scorso maggio a 20 anni di reclusione ed è stato ammesso al percorso di giustizia riparativa. Ahmed Atia, 18 anni, inizialmente accusato di aver fatto da palo, ha visto ridimensionarsi la propria posizione: è stato assolto dall’imputazione di rapina e condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso.