Frode sportiva

Inchiesta sugli arbitri: spunta una quarta partita e nuove accuse

Nuove intercettazioni allargano l'inchiesta sugli arbitri e l'Inter.

Nuove accuse nell’inchiesta della procura di Milano sul sistema arbitrale, che si arricchisce di nuove intercettazioni riguardanti l’ex designatore Gianluca Rocchi. Secondo le indagini, Rocchi sarebbe stato intercettato in merito a un quarto match, aggiungendo ulteriori elementi al quadro accusatorio già esistente.

Il raggio d’azione degli inquirenti si estende nel tempo. Alle tre partite del 2025 già sotto la lente d’ingrandimento – Inter-Verona del 3 maggio, Bologna-Inter del 20 aprile e il derby di Coppa Italia Inter-Milan del 23 aprile – si aggiunge ora un quarto match, Torino-Inter del 26 aprile 2026. Per la procura, Rocchi avrebbe designato come direttore di gara Maurizio Mariani “soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra”.

Cambia l’ipotesi di reato

Con il procedere degli accertamenti, muta anche la configurazione giuridica dell’accusa. Inizialmente, a Rocchi veniva contestato di aver “fraudolentemente accettato interferenze al fine di alterare il corretto coinvolgimento della competizione”. Ora, la procura ipotizza una frode sportiva commessa “in concorso con esponenti della società sportiva Inter”. I magistrati milanesi sostengono che questi ultimi avrebbero agito sfruttando “rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Fgci – Federazione italiana giuoco calcio”. È importante notare che, al momento, né Gravina né alcun dirigente del club nerazzurro risultano iscritti nel registro degli indagati.

Retroscena e difesa di Rocchi

Rocchi si era autosospeso dalla carica di designatore lo scorso 25 aprile e nei giorni scorsi si è presentato davanti ai magistrati per essere interrogato. A ridosso dell’autosospensione risalirebbe il colloquio intercettato in cui un dirigente dell’Aia riferiva a Rocchi i malumori dell’Inter per la scelta di Mariani come arbitro di Torino-Inter, gara terminata sul punteggio di 2-2, con un calcio di rigore concesso ai granata. Di fronte ai pm, Rocchi ha difeso il proprio operato, rivendicando la bontà della designazione nonostante le contestazioni.

Un punto a favore della difesa di Rocchi è rappresentato dalla cancellazione di un capitolo d’accusa riguardante le presunte pressioni alla sala Var di Lissone. Inizialmente, i pm avevano ipotizzato l’esistenza di pressioni dirette per modificare in tempo reale le decisioni degli addetti Var. Tuttavia, questa ipotesi è stata ufficialmente espunta dal fascicolo.