Durante il presidio della destra del 19 ottobre in piazza San Carlo a Milano, due persone sono state aggredite da alcuni manifestanti. Una di loro, Pietro, nome di fantasia, ha raccontato di essere stato colpito con uno schiaffo mentre cercava di difendere un uomo che veniva spintonato.
Il giovane ha riferito a Fanpage.it di aver notato un gruppo di persone impegnate ad allontanare dalla piazza chi manifestava opinioni diverse. Secondo il suo racconto, uno degli uomini avrebbe rivolto insulti ai presenti e spinto alcune persone prima di colpirlo. Pietro ha spiegato di essersi avvicinato dopo aver visto un signore, che si trovava accanto a lui, preso di mira.
La ricostruzione dell’aggressione
Il presidio era stato organizzato dai partiti di destra in solidarietà con le forze dell’ordine e i negozianti, dopo gli episodi avvenuti nei giorni precedenti tra piazza Duomo e via Torino. In quelle zone, centinaia di giovani avevano danneggiato esercizi commerciali, auto di servizio di carabinieri e polizia locale, oltre a lanciare sassi e petardi.
Alla manifestazione avevano partecipato anche il presidente del Senato, la candidata della Lega alla carica di sindaco di Milano, Matteo Perego, indicato da Forza Italia, e l’ex sindaca Letizia Moratti. Durante il presidio erano comparsi striscioni con messaggi contro migranti, cosiddetti maranza e centri sociali. Pietro ha raccontato di essere passato dalla piazza dopo il lavoro, mentre si dirigeva verso la metropolitana, e di essersi fermato ad ascoltare dopo aver sentito cori e visto le bandiere italiane.
L’intervento della Digos
Nel momento di maggiore tensione, il ragazzo ha detto di essersi tenuto in disparte. Poi, dopo aver visto l’uomo accanto a lui spinto più volte, sarebbe intervenuto per difenderlo. Secondo la sua testimonianza, gli aggressori lo avrebbero colpito con uno schiaffo. Anche l’altra persona, la prima a essere stata spintonata, sarebbe stata colpita più volte, rischiando di finire a terra.
Gli agenti della Digos, presenti per il servizio di ordine pubblico, sono intervenuti per separare i partecipanti. Pietro ha riferito di essere stato portato contro un muro e identificato. Gli agenti, secondo il suo racconto, gli avrebbero detto di mantenere la calma e gli avrebbero proposto di seguirli in Questura per chiarire la dinamica dei fatti.
Il giovane ha aggiunto di aver dato la propria disponibilità a fornire chiarimenti, ma che gli agenti si sarebbero allontanati per continuare a gestire la piazza. Il documento gli sarebbe stato restituito soltanto dopo l’avvicinamento di alcuni giornalisti con le telecamere. Al termine dell’episodio, Pietro è tornato a casa, mentre l’uomo indicato come responsabile dello schiaffo è stato fatto arretrare dietro il cordone antisommossa.