Rajmonda Kotorri aveva 16 anni quando la sua famiglia ha perso le sue tracce. Era il 1999 e la ragazza frequentava ancora la scuola nei pressi di Gramsh, cittadina albanese dove viveva con i genitori e i suoi sei fratelli. Oggi avrebbe 43 anni. A distanza di 25 anni, la sorella Laureta continua a cercarla e chiede a chiunque abbia informazioni di farsi avanti.
L’ultimo contatto nel 2001
Secondo quanto raccontato da Laureta, poco dopo la scomparsa la famiglia venne a sapere che Rajmonda avrebbe avuto una relazione con un uomo albanese più grande di lei di circa 15 anni. L’uomo si era trasferito in Italia proprio nel 1999 e, per questo motivo, i familiari ipotizzarono che la ragazza potesse averlo seguito. Non è mai stato chiarito se la partenza fosse avvenuta per scelta, per imposizione o con la promessa di una vita migliore.
Nel giugno 2001, una telefonata confermò che Rajmonda si trovava in Italia insieme a quell’uomo, all’epoca poco più che trentenne. Durante la conversazione disse ai familiari di lavorare come barista in un locale di Milano e di voler restare nel Paese abbastanza a lungo da mettere da parte del denaro. Quello fu l’ultimo contatto diretto con la famiglia. Dopo quella telefonata, le comunicazioni si interruppero e non sono più arrivate notizie certe.
Le segnalazioni e le ricerche
Le sorelle si rivolsero inizialmente alla polizia di Gramsh per denunciare la scomparsa. In seguito entrarono in contatto anche con l’Interpol e con la polizia italiana. Nel 2003, attraverso un poliziotto italiano, la famiglia apprese che Rajmonda avrebbe potuto prostituirsi e che l’uomo con cui aveva una relazione sarebbe stato in realtà il suo sfruttatore. Si tratta di informazioni riferite ai familiari nel corso delle ricerche.
Nello stesso anno, una donna che si presentò come coinquilina della ragazza avrebbe denunciato la sua scomparsa a Lodi. Secondo quanto riferito agli investigatori, Rajmonda non sarebbe più stata vista dopo aver trascorso una notte con un cliente. Da allora il suo telefono non ha più dato segnali. Nel 2006 una segnalazione sostenne di averla vista a Roma, ma non furono trovati riscontri.
La famiglia non ha mai smesso di cercare la donna e ha rilanciato l’appello attraverso Penelope Lombardia, l’associazione che sostiene i parenti delle persone scomparse. Laureta ha spiegato di non pretendere necessariamente il ritorno della sorella, ma di voler sapere che cosa le sia accaduto, anche nel caso in cui non fosse più viva. Qualsiasi informazione, anche apparentemente marginale, potrebbe aiutare a ricostruire gli anni successivi all’ultimo contatto.
La speranza dei familiari è che qualcuno possa riconoscere la ragazza, ricordare di averla incontrata o fornire elementi utili agli accertamenti. Dopo un quarto di secolo, l’appello resta rivolto a chiunque abbia avuto notizie di Rajmonda o possa contribuire a chiarire la sua sorte.