Raid e danneggiamenti hanno segnato l’occupazione dell’istituto Calvino di Rozzano. Nella giornata di venerdì 16 ottobre, mentre sul sito della scuola veniva annunciata la mobilitazione, un gruppo di persone ha devastato diversi ambienti dell’edificio. Tra i danni segnalati figurano sanitari distrutti, vetrate infrante, arredi compromessi e dispositivi tecnologici seriamente danneggiati.
La gravità della situazione è emersa anche attraverso le immagini diffuse sui canali social dal sindaco Mattia Ferretti. Le fotografie hanno documentato le condizioni in cui sono stati lasciati alcuni locali dell’istituto e hanno portato le forze dell’ordine ad avviare accertamenti per individuare i responsabili dei danneggiamenti.
La presa di distanza degli studenti
A segnalare l’accaduto e a chiedere l’intervento delle autorità sono stati gli stessi promotori della mobilitazione. Il collettivo degli studenti dell’Istituto Calvino ha preso le distanze dagli atti vandalici, spiegando che l’obiettivo iniziale era organizzare un’occupazione pacifica per dare voce alle istanze della periferia.
Secondo quanto riferito dal collettivo, la situazione sarebbe degenerata dopo l’ingresso di un gruppo estraneo alle finalità della protesta. Per rimarcare la propria estraneità, gli studenti hanno lasciato immediatamente il plesso, così da consentire i controlli. In seguito, i ragazzi si sono messi a disposizione della dirigenza, dei docenti e del personale scolastico per ripulire e riorganizzare i locali danneggiati.
La condanna del Comune
Il sindaco di Rozzano Mattia Ferretti ha condannato con fermezza quanto accaduto, definendo i danneggiamenti un’offesa alla comunità e a un luogo fondamentale per la formazione dei giovani. Il primo cittadino ha sottolineato l’inaccettabilità di atti che colpiscono un bene comune e ha auspicato che venga fatta rapidamente piena luce sull’identità di chi ha compiuto il raid.
Restano quindi al centro degli accertamenti le responsabilità individuali per la distruzione di sanitari, vetrate, arredi e apparecchiature. Parallelamente, la collaborazione annunciata dagli studenti mira a limitare le conseguenze dell’accaduto e a contribuire al ripristino degli spazi dell’istituto.