Lunedì 12 ottobre 2026, nel corso dell’assemblea di Assolombarda svoltasi a Milano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha analizzato il quadro macroeconomico del Paese. Le ultime stime registrano un incremento del prodotto interno lordo prossimo all’1%, un valore che si attesta in linea con i principali Paesi dell’Unione Europea e supera le proiezioni iniziali. L’Esecutivo punta a definire un’alleanza strategica con il comparto produttivo, superando la concezione dell’azienda come mero ente da assoggettare a tassazione.
Meloni ad Assolombarda
Le principali criticità riscontrate dal sistema produttivo riguardano l’impatto dei costi energetici sulla catena del valore. Il meccanismo del sistema ETS rischia di generare rilevanti disparità concorrenziali nei confronti dei mercati esteri privi delle medesime normative ambientali, esponendo il settore siderurgico a contractions produttive e perdite occupazionali. Per contrastare l’incremento delle materie prime energetiche, la trattativa con la Commissione europea mira a introdurre uno strumento idoneo a contenere il valore del gas impiegato per la produzione elettrica.
La premier Giorgia Meloni ha espresso le valutazioni dell’esecutivo sull’andamento economico globale e sulle prospettive di crescita nazionali.
“La crescita italiana è ancora troppo debole, è vero. Ma l’economia italiana ha saputo reggere l’onda d’urto di uno scenario mai così incerto. Le stime per il 2026 dicono che possiamo arrivare all’1%, in linea con le principali economie europee e sopra le stime. Siamo abituati ad essere sottovalutati in Europa, dispiace quando siamo sottovalutati dai nostri stessi organismi. Un’industria che vuole crescere ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che accompagni, che la consideri un alleato e che non la consideri invece un mero soggetto da tassare o addirittura da ostacolare.”
L’attenzione della rappresentanza governativa si è poi concentrata sul tema delle norme dell’Unione Europea in materia di emissioni e costi per l’approvvigionamento energetico.
“Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balia dell’emergenza. Per contenere i costi dell’energia serve un cambio di passo anche in Europa. Il sistema ETS gonfia i prezzi, crea squilibri tra Stati membri, danneggia le nostre imprese che hanno concorrenti non sottoposti agli stessi vincoli. Se un’acciaieria chiude in Lombardia, e quell’acciaio lo compriamo dall’altra parte del mondo con standard ambientali più bassi, il pianeta non ci guadagna ma ci perde. Noi perdiamo lavoro e filiere, e non riduciamo le emissioni globali. Ma soprattutto, l’autonomia strategica è fatta di acciaierie, fonderie, impianti chimici. Stiamo lavorando in Europa, non sarà una trattativa facile ma faremo come sempre la nostra parte.”
La presidenza del Consiglio ha inoltre fatto il punto sul confronto aperto con Bruxelles in materia di calmieramento dei prezzi energetici.
“Con il decreto bollette avevamo avviato un confronto con Bruxelles per ridurre i costi per famiglia e imprese. Con la Commissione stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica e il confronto è in fase avanzata, confidiamo di arrivare a breve a una soluzione condivisa.”
Innovazione digitale, intelligenza artificiale e trattative comunitarie
L’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale nelle dinamiche industriali costituisce la principale trasformazione tecnologica dei processi di fabbrica. Il vertice governativo, in collaborazione con il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, valuta l’inserimento all’interno della prossima legge di bilancio di un’agevolazione fiscale destinata a sostenere gli investimenti aziendali nelle soluzioni software in cloud.
Durante il suo intervento, la premier Giorgia Meloni si è soffermata sull’urgenza di regolamentare le evoluzioni tecnologiche a livello globale.
“L’intelligenza artificiale è entrata prepotentemente nella vita di tutti i giorni, destinata a rivoluzionare tutto, compresi i processi produttivi e industriali. L’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare la più radicale delle rivoluzioni che la civiltà abbia conosciuto. Una governance dell’Intelligenza artificiale è urgente ma il tema va affrontato a livello globale.”
In merito al rilievo dell’impegno diplomatico nelle sedi decisionali europee, la rappresentante delle istituzioni italiane ha ribadito la posizione strategica del Paese.
“Lo dico soprattutto per ricordare a me stessa e a chiunque abbia a cuore questa nazione che l’Italia non siede al tavolo europeo per dire sempre sì. Siamo lì per dire quello che va detto, quando va detto, anche se è scomodo, anche quando costa perché l’Italia è tra le nazioni che l’Europa l’hanno fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando qualcosa non va, non per indebolirla ma esattamente per il contrario: per renderla più forte.”