Un edificio storico di Milano torna a essere utilizzato per eventi e manifestazioni. Il Padiglione 3 della Fiera Campionaria, conosciuto come Palazzo delle Scintille, riapre con una nuova identità: CityOval – Citylife Milano. La struttura ospiterà convegni, iniziative pubbliche e appuntamenti culturali, a partire dalla Watch Art Grand Exhibition Milano 2026 di Patek Philippe.
Una storia iniziata nel 1923
Progettato dall’architetto Paolo Vietti Violi e inaugurato nel 1923 come Palazzetto dello Sport, il padiglione fu il primo elemento del grande polo sportivo sviluppato nella zona occidentale della città. In seguito sorsero nelle vicinanze l’Ippodromo del Trotto, lo stadio di San Siro, il Lido e il Vigorelli.
Nel corso dei decenni l’edificio ha accolto corse ciclistiche, incontri di boxe, saloni dedicati ad automobili e motocicli. Durante la Seconda guerra mondiale, quando il Teatro alla Scala era chiuso a causa dei bombardamenti, la struttura fu utilizzata anche per ospitare concerti organizzati dal teatro milanese.
Il complesso è riconoscibile per la grande cupola in ferro, alta 30 metri, e per le caratteristiche architettoniche di ispirazione tardo Art Nouveau. Il restauro è stato completato nel 2017 da CityLife spa, mentre nel 2019 l’edificio è stato acquistato da Generali Real Estate per 30,1 milioni di euro.
Durante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, il Palazzo delle Scintille era stato messo a disposizione per realizzare quello che il testo definisce il più grande centro vaccinale d’Italia. Con la nuova gestione, l’arena centrale dispone di circa 4.000 metri quadrati, può accogliere fino a 3.800 persone e può essere trasformata in una piazza coperta nei periodi senza eventi.
L’esposizione di alta orologeria
La riapertura al pubblico è affidata alla Watch Art Grand Exhibition Milano 2026 di Patek Philippe, allestita su 2.900 metri quadrati e accessibile gratuitamente. L’esposizione è articolata in quindici aree tematiche e riunisce circa cinquecento orologi, tra modelli della collezione attuale, esemplari storici provenienti dal Patek Philippe Museum di Ginevra e dimostrazioni dal vivo degli artigiani.
Tra gli oggetti presentati figurano alcune delle cosiddette grandi complicazioni, cioè funzioni che vanno oltre la semplice indicazione dell’ora. Sono esposti, tra gli altri, il Calibre 89 e il Grandmaster Chime. Una versione in acciaio di quest’ultimo modello, identificata con il riferimento 6300A-010 e realizzata per il 175° anniversario della maison, è stata venduta per circa 30 milioni di euro.
Una sezione è dedicata alla collezione Alto Artigianato, composta da ventisette esemplari. Tra questi ci sono due pezzi unici ispirati alla cultura italiana: l’orologio da tasca Burano, in oro giallo con smalto cloisonné e incisioni ispirate ai merletti veneti, e la pendoletta Dôme Oranges de Sicile, decorata con la tecnica Grand Feu e con una veduta dipinta di Palermo.
Il percorso comprende inoltre l’orologio da tasca appartenuto a re Umberto I di Savoia, datato 1897, e un modello del 1948 con indicazione delle ore universali. L’iniziativa sarà accompagnata dal lancio di alcune serie limitate della manifattura ginevrina. La visita è gratuita e sarà possibile accedere alla mostra fino al 18 ottobre, previa registrazione.