Stop urbanistico

Cologno Monzese boccia il datacenter da 80 megawatt

La Giunta rinuncia a 12 milioni di oneri e contesta consumi, rumore, sicurezza e uso di un'area agricola.

Cologno Monzese boccia il datacenter da 80 megawatt

Cologno Monzese ha respinto la proposta per la costruzione di un datacenter da 80 megawatt in via Guzzina, al confine con Brugherio. La decisione è stata formalizzata dalla Giunta comunale con una delibera approvata all’unanimità il 24 settembre. Il progetto, presentato da Officine Mak insieme a 2C Sviluppo immobiliare, avrebbe previsto per il Comune circa 12 milioni di euro di oneri, ai quali l’amministrazione ha scelto di rinunciare.

Il progetto nell’area di via Guzzina

L’intervento era inserito in un piano attuativo riguardante un’area prevalentemente agricola. Il centro dati avrebbe dovuto funzionare a ciclo continuo, 24 ore su 24, nell’ambito dello sviluppo urbanistico previsto nella zona ex Torriani, dove sono in corso interventi di riqualificazione e la costruzione di un maxi condominio. Secondo la Giunta guidata dal sindaco Stefano Zanelli, la struttura non sarebbe però coerente con gli obiettivi strategici e ambientali fissati per il territorio.

La delibera richiama in particolare le linee programmatiche di mandato 2023-2028, orientate al principio del saldo stralcio zero consumo di suolo e alla transizione ecologica. Per l’amministrazione, la collocazione proposta non rispetterebbe inoltre la normativa regionale che indica per i datacenter aree dismesse, degradate o contaminate. L’area di via Guzzina e la vicinanza al Parco Est delle Cave non rientrerebbero, secondo il documento, in queste caratteristiche.

Consumi, rumore e sicurezza

Tra gli elementi critici emersi nell’istruttoria tecnica e nei pareri degli enti figurano il consumo idrico ed elettrico e la significativa impermeabilizzazione del terreno. Il Servizio ambiente avrebbe inoltre rilevato una possibile incompatibilità acustica dell’impianto con la zonizzazione prevista per la zona. La natura del datacenter, destinato a operare senza interruzioni, è stata quindi considerata non compatibile con il contesto individuato dai proponenti.

Ulteriori perplessità riguardano la presenza nelle vicinanze di metanodotti Snam ad alta pressione e lo stoccaggio di grandi quantità di gasolio destinato ai generatori di emergenza. Nel procedimento mancava anche il parere di conformità di Milano Serravalle sulla rimodulazione degli accessi e del raccordo con la Tangenziale Est. Per il Comune, l’insieme di questi aspetti ha contribuito a rendere non accoglibile la proposta nella forma presentata.

L’amministrazione non ha escluso ogni ipotesi di sviluppo per il comparto di via Guzzina, ma ha chiesto agli operatori una revisione radicale del piano urbanistico. Qualora intendano proseguire, i privati dovranno rinunciare alla funzione di datacenter puro e sottoporre una nuova proposta progettuale.

Il presidente del Consiglio comunale Giovanni Cocciro ha spiegato che Cologno è un territorio densamente urbanizzato, segnato da traffico intenso e dalla limitata disponibilità di spazi. Secondo l’amministrazione, la priorità è recuperare qualità urbana, verde, servizi e vivibilità. La valutazione dell’investimento, ha aggiunto, non può quindi fermarsi al valore degli oneri, ma deve considerare la compatibilità dell’intervento con il modello di città perseguito e con gli obiettivi di rigenerazione urbana.