Emergenza abitativa

Gli inquilini delle case popolari protestano a Milano

Al Pirellone più di 50 residenti sollecitano Aler: trasferimenti nel quartiere e tutela per anziani e nuclei fragili

Gli inquilini delle case popolari protestano a Milano

Oltre 50 abitanti delle case popolari di via Lulli e via Porpora hanno partecipato a un presidio davanti al Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia, per chiedere garanzie sul futuro delle proprie abitazioni. La manifestazione si è svolta mercoledì 16 settembre ed è stata organizzata dal comitato inquilini insieme a Chiediamo Casa.

Al centro della protesta c’è il progetto di ristrutturazione degli edifici, che prevede interventi di manutenzione ed efficientamento energetico finanziati con fondi europei. Gli abitanti chiedono ad Aler, l’ente che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, di definire un accordo capace di tutelare soprattutto le persone anziane e i nuclei familiari in condizioni di fragilità.

La richiesta di restare nel quartiere

Una delle principali preoccupazioni riguarda il rischio che, durante o dopo i lavori, gli inquilini siano costretti a lasciare la zona. Per questo il comitato chiede che venga garantita la possibilità di restare nelle proprie abitazioni quando le condizioni dei cantieri lo consentano. Nei casi in cui il trasferimento temporaneo fosse indispensabile, la richiesta è di utilizzare alloggi vuoti situati nello stesso quartiere, evitando spostamenti verso altre aree della città.

Secondo i promotori del presidio, questa soluzione sarebbe possibile grazie alla disponibilità di appartamenti non occupati all’interno dello stesso comparto. Il complesso comprende infatti 326 alloggi, dei quali il 49 per cento, pari a 158 abitazioni, risulterebbe vuoto. L’impiego di questi spazi consentirebbe, nella loro valutazione, di limitare i disagi legati ai lavori e di mantenere le relazioni sociali costruite nel quartiere.

Le fragilità censite dagli abitanti

Il comitato inquilini riferisce inoltre di aver individuato, attraverso un censimento parziale, almeno 62 nuclei familiari fragili. Tra questi figurano 13 anziani soli con più di 75 anni, due dei quali avrebbero superato gli 85 anni, e 16 nuclei con minori. Sono proprio queste situazioni, secondo i residenti, a rendere necessario un piano di trasferimenti attento alle esigenze delle persone più vulnerabili.

La protesta punta quindi a ottenere da Aler impegni precisi prima dell’avvio degli interventi. Gli abitanti di via Lulli e via Porpora chiedono che la riqualificazione degli edifici non si traduca nella perdita della casa o nell’allontanamento dal contesto in cui vivono, e che ogni eventuale spostamento sia organizzato con soluzioni sostenibili e, dove possibile, all’interno dello stesso quartiere.