La promessa di alloggi a basso costo per gli universitari fuori sede si confronta a Milano con una domanda molto superiore all’offerta. In città, a fronte di oltre 60mila richieste, i posti disponibili negli studentati sono circa 16mila. La crescita delle residenze sostenuta anche dai fondi del Pnrr non ha quindi colmato il divario, soprattutto per gli studenti che cercano una soluzione compatibile con redditi familiari contenuti.
Il divario tra domanda e agevolazioni
A fine agosto sono entrati i primi studenti nel Villaggio olimpico, indicato come il più grande studentato convenzionato d’Italia. La struttura dispone complessivamente di 1.700 posti, ma soltanto 135 sono destinati al diritto allo studio. Si tratta di alloggi assegnati a 255 euro al mese a studenti meritevoli con redditi bassi, individuati attraverso una graduatoria dell’Università Statale.
La quota di camere riservata agli studenti con maggiore bisogno economico copre così soltanto una parte limitata della richiesta. Anche il regime dei canoni convenzionati è destinato a cambiare nel tempo. Secondo quanto previsto dal bando del Ministero dell’Università e della Ricerca, tra il quarto e il dodicesimo anno dall’apertura della struttura cadrà il vincolo sulla destinazione d’uso e i canoni potranno aumentare.
A partire dal 2029, e per gli otto anni successivi, le tariffe indicate saranno di 542 euro al mese per un posto in camera doppia e di 737 euro per una singola. Un livello di spesa che potrebbe rendere più difficile per l’Università Statale continuare a riservare gli alloggi ai propri studenti, qualora le condizioni economiche risultassero incompatibili con le graduatorie del diritto allo studio.
Il mercato delle residenze private
Il Villaggio olimpico è stato realizzato interamente da soggetti privati. Accanto a questa struttura, a Milano sono presenti altre residenze costruite o sviluppate anche grazie alle risorse del Pnrr. L’aumento dell’offerta, tuttavia, non coincide automaticamente con una maggiore disponibilità di camere a prezzi accessibili: nel mercato privato le stanze possono arrivare fino a 900 euro al mese.
Il quadro descrive quindi un mercato diviso tra residenze private, spesso costose, e una quota più ristretta di alloggi destinati agli studenti con requisiti economici e di merito. Il nodo resta la capacità di trasformare gli investimenti in nuovi posti letto in un sostegno concreto al diritto allo studio, in una città dove il numero delle richieste continua a superare ampiamente quello delle sistemazioni disponibili.