Un rabbino di 60 anni è stato aggredito nel pomeriggio di mercoledì 16 settembre nei pressi di una fermata dell’autobus nella zona Bande Nere, a Milano. Per l’episodio un ragazzo di 20 anni è stato arrestato con l’accusa di rapina, mentre altri due giovani, di 19 e 22 anni, sono stati denunciati.
La polizia ha rintracciato i tre poco dopo i fatti, all’interno della metropolitana, e li ha accompagnati in questura per gli accertamenti. Secondo quanto riferito dagli investigatori, si tratta di tre italiani di seconda generazione, di origine nordafricana e residenti fuori città: il 20enne arrestato sarebbe di origine tunisina, il 19enne denunciato della stessa origine e il 22enne di origine marocchina.
La ricostruzione dell’accaduto
Stando alla ricostruzione, i tre giovani si sarebbero avvicinati al religioso iniziando a insultarlo. Gli avrebbero quindi tolto la kippah, indossandola per deriderlo. Poco dopo, il 20enne avrebbe sferrato un calcio ai testicoli dell’uomo. Il rabbino avrebbe fotografato i responsabili e chiamato il 112, consentendo l’intervento delle forze dell’ordine.
I tre sarebbero già noti alle autorità per episodi di microcriminalità, in particolare aggressioni e rapine ai danni di coetanei. Non risultano invece, secondo le informazioni diffuse, precedenti segnalazioni di carattere politico. Il ragazzo arrestato è atteso in tribunale giovedì mattina per il giudizio direttissimo: la giudice Alessandra Di Fazio dovrà pronunciarsi sulle misure cautelari richieste dal pubblico ministero Luca Gaglio.
Le reazioni istituzionali
L’episodio ha provocato numerose reazioni nel mondo politico e istituzionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al rabbino a titolo personale e a nome del governo, definendo l’accaduto vile e inaccettabile e ribadendo la condanna dell’odio antisemita.
Solidarietà è stata manifestata anche da Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito democratico nel Consiglio regionale. Majorino ha definito l’episodio grave e allarmante, sottolineando che a Milano non dovrebbe esserci spazio per l’odio.