A Milano non aumenteranno i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti Atm. Il blocco delle tariffe riguarderà anche i comuni del bacino del Sistema tariffario integrato, oltre alle province di Monza e Brianza e Pavia. La decisione è stata assunta dall’Assemblea dei soci dell’Agenzia TPL del Bacino della Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia.
Le tariffe confermate
L’assemblea ha recepito le scelte dei singoli municipi sull’adeguamento tariffario previsto per il 2026. La delibera regionale stabiliva un incremento dell’1,857%, calcolato per recuperare l’inflazione, ma diversi enti hanno deciso di non applicarlo. Il mancato aumento interesserà anche i comuni di Pavia, Lodi, Cernusco sul Naviglio, Cassina de’ Pecchi, Gorgonzola e Seregno.
A Legnano e Rho resteranno invece invariati soltanto i prezzi degli abbonamenti annuali. Monza rappresenta un’eccezione nel quadro della decisione: il Comune ha espresso voto contrario. Per gli altri enti che hanno scelto di non adeguare le tariffe, la conferma dei prezzi non comporterà l’assenza di costi aggiuntivi.
Le compensazioni a carico dei bilanci
I comuni dovranno infatti utilizzare risorse proprie per coprire le compensazioni dovute ai gestori del servizio, compresa Trenord per le prestazioni incluse nel Sistema tariffario integrato. Gli stanziamenti serviranno a coprire i mancati introiti che sarebbero derivati dall’applicazione dell’aumento previsto.
Le amministrazioni hanno motivato la scelta con la volontà di non trasferire sui cittadini l’incremento dei costi del servizio, anche per sostenere la promozione del trasporto pubblico e gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale della mobilità. Allo stesso tempo, hanno sottolineato che questa soluzione, in assenza di risorse aggiuntive, è sempre meno sostenibile per gli enti locali.
Per questo i comuni hanno rinnovato la richiesta a Stato e Regione di un rafforzamento strutturale del fondo nazionale trasporti e dei contributi destinati al servizio di competenza regionale. Il tema riguarda quindi sia la tutela degli utenti, che non subiranno rincari, sia l’equilibrio finanziario degli enti chiamati a compensare i gestori.