Matteo Salvini, vice presidente del Consiglio e leader della Lega, ha incontrato lunedì pomeriggio a Milano un gruppo di imprenditori italiani che continuano a operare in Russia. Il vertice è stato organizzato da Vittorio Torrembini, presidente di Gim Unimpresa, e ha avuto al centro le difficoltà affrontate dalle aziende italiane a causa della guerra e delle sue conseguenze economiche.
Secondo una nota della Lega, l’incontro è servito ad ascoltare le esigenze di centinaia di imprese attive sul mercato russo. Al termine del confronto, Salvini ha auspicato che il conflitto possa concludersi rapidamente attraverso la ripresa del dialogo diretto tra Ucraina e Russia. Il vicepremier ha inoltre assicurato il massimo impegno per tutelare le attività italiane e i posti di lavoro collegati.
Le preoccupazioni degli imprenditori
Tra i temi affrontati durante la riunione ci sarebbe anche l’ipotesi di un blocco dei visti turistici per i cittadini russi diretti nell’Unione europea, misura sollecitata da alcuni governi. Gli imprenditori avrebbero manifestato preoccupazione per le possibili ripercussioni sulle relazioni economiche e sulle attività che continuano a mantenere rapporti con la Russia.
L’incontro ha ricevuto il plauso dell’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov. Il diplomatico lo ha definito un ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso, contrapponendolo alla presunta guerra ibrida che, a suo giudizio, l’Unione europea avrebbe di fatto dichiarato alla Russia. Paramonov ha sostenuto inoltre che il tema dei rapporti con Mosca e le conseguenze per l’economia italiana della linea antirussa di Roma siano sempre più discussi da imprenditori e rappresentanti politici.
La reazione dell’opposizione
Le parole dell’ambasciatore hanno provocato la reazione di Osvaldo Napoli, componente della direzione di Azione. Il politico ha chiesto al governo quanto a lungo possa tollerare quelle che ha definito interferenze clamorose nella vita politica italiana.
Napoli ha contestato in particolare l’elogio rivolto a Salvini da Paramonov, interpretandolo come un intervento di propaganda politica volto a influenzare l’opinione pubblica italiana. Secondo l’esponente di Azione, il comportamento dell’ambasciatore avrebbe superato ogni soglia diplomatica. Per questo ha sollecitato una reazione determinata da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani.