Nel cuore dello Jutland, Aarhus propone un itinerario in cui arte contemporanea, architettura, storia e vita urbana convivono a breve distanza. La seconda città della Danimarca, con circa cinquecentomila abitanti, ha costruito parte della propria attrattività internazionale attorno a musei e spazi culturali capaci di dialogare con il tessuto cittadino.
La luce di James Turrell
Il punto di partenza è l’ARoS, museo d’arte contemporanea inaugurato nel 2004. Qui si trova As Seen Below, l’ultima installazione di James Turrell, una delle più imponenti della serie Skyspace. L’opera combina luce, suono e architettura: il visitatore osserva un’apertura circolare nel soffitto, attraverso cui cambiano i colori del cielo, finché il cerchio si richiude lentamente lasciando spazio a una luce artificiale in continua trasformazione.
L’installazione è ospitata in una grande cupola seminterrata, alta sedici metri, con un diametro di quaranta e una superficie di circa 4.000 metri quadrati. L’esterno, ricoperto di vegetazione, richiama i tumuli funerari dell’antico Nord Europa; all’interno, scalinate in cemento e granito sono disposte ad anfiteatro. Suoni metallici e vibrazioni indistinte contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, pensata per indurre il pubblico alla quiete e alla contemplazione.
Il museo aveva già consolidato il proprio ruolo con Your Rainbow Panorama, la passerella circolare realizzata nel 2011 dall’artista danese Olafur Eliasson. Collocata sul tetto dell’edificio, consente di osservare il centro urbano attraverso pannelli trasparenti dai colori mutevoli. L’opera è diventata uno dei simboli della città e ha contribuito a rafforzare la posizione dell’ARoS nel panorama dell’arte contemporanea del Nord Europa.
Porto, università e memoria
La crescita dell’offerta culturale si inserisce in una città dinamica, sostenuta dal porto e dall’università, frequentata anche da numerosi studenti Erasmus. Nel Quartiere Latino, tra strade medievali, bar, locali e ristoranti di cucine diverse, la presenza studentesca imprime un ritmo vivace alle giornate e alle serate.
Sul porto sorge Dokk1 Cultural Centre, una grande biblioteca pubblica e spazio culturale che collega idealmente il centro storico al mare. L’edificio è parte della trasformazione urbanistica dell’area portuale, dove negli ultimi anni sono comparsi numerosi interventi di architettura contemporanea. Il complesso rappresenta la vocazione della città a investire in servizi culturali aperti a residenti e visitatori.
Di segno diverso è Den Gamle By, museo all’aperto che ricostruisce strade, edifici e ambienti domestici di tre periodi della storia danese. Il percorso parte dagli edifici a graticcio compresi tra il Seicento e il Novecento, passa per l’epoca industriale e arriva al 2014, con appartamenti e oggetti legati alla vita quotidiana contemporanea. Le ricostruzioni includono abitazioni di lavoratori, studenti provenienti dalla Groenlandia e una giovane donna single alle prese con internet, viaggi a basso costo e design danese.
Il racconto della città comprende anche gli anni dell’occupazione nazista. Il Museo dell’Occupazione è stato allestito nell’ex stazione di polizia che fu quartier generale della Gestapo. Le sale documentano la tragedia della guerra e le attività della resistenza locale, le cui azioni di sabotaggio si estesero in diverse aree dello Jutland. Il percorso storico si completa idealmente guardando alla regione più ampia, fino ad Aalborg e alla punta settentrionale dove si incontrano, senza confondersi, il Baltico e il Mare del Nord.