Una sanzione rilevata da una telecamera dopo una svolta nel piazzale degli autobus di Lampugnano, effettuata durante la notte per consentire ad alcune persone di salire rapidamente in auto. È quanto racconta Alessio Guzzetti in un post pubblicato su Facebook e ripreso da Milano Post. Nel suo resoconto, l’automobilista contesta l’applicazione delle regole in un’area che descrive come poco sicura e degradata.
La svolta nel piazzale degli autobus
Secondo il racconto, l’episodio è avvenuto all’1.20, quando Guzzetti si è recato a Lampugnano per recuperare alcune persone a lui vicine. L’area, sempre secondo la testimonianza, era in quel momento deserta. Per evitare che rimanessero ad attendere in una zona ritenuta insicura, l’automobilista avrebbe imboccato il piazzale degli autobus con l’obiettivo di farle salire subito a bordo, in un punto illuminato.
La manovra è stata considerata un’infrazione e ha portato alla notifica di una multa. Nel post si fa riferimento a un importo compreso tra 50 e 70 euro, a seconda dei tempi di pagamento. Guzzetti sottolinea di non aver incontrato agenti sul posto e attribuisce l’accertamento esclusivamente al sistema di videosorveglianza, che avrebbe registrato il passaggio del veicolo.
La critica al controllo dell’area
Il punto centrale della protesta riguarda il diverso utilizzo delle telecamere. L’automobilista si chiede perché la tecnologia impiegata per individuare e documentare le violazioni non venga percepita come altrettanto efficace nel garantire la sicurezza delle persone presenti nell’area di Lampugnano. Nel suo intervento definisce il piazzale un luogo problematico, sostenendo che chi deve attendere da solo, soprattutto nelle ore notturne, possa trovarsi in una situazione di disagio.
Il post non mette in discussione l’esistenza della violazione contestata. Guzzetti afferma anzi che rifarebbe la stessa manovra per tutelare le persone che stava andando a prendere, considerando la somma da pagare un costo secondario rispetto alla loro sicurezza. La critica è rivolta invece alla gestione complessiva dello spazio e alla priorità assegnata ai controlli automatici rispetto al contrasto delle condizioni di degrado denunciate.
Nel messaggio viene chiamato in causa anche il sindaco Giuseppe Sala, al quale l’autore chiede di destinare le risorse derivanti dalle sanzioni a interventi capaci di migliorare la situazione dell’area. La parte finale del testo estende la contestazione alla burocrazia, descritta come rapida nell’accertare le infrazioni ma meno efficiente, secondo l’autore, quando i cittadini devono ottenere permessi, documenti o appuntamenti con l’amministrazione. Si tratta di una testimonianza personale e di una valutazione critica sulle condizioni del nodo di Lampugnano, senza ulteriori elementi ufficiali riportati nel testo.