Pressioni istituzionali

Zelensky rimuove Mudra dopo l’inchiesta per corruzione

La funzionaria respinge gli addebiti; accertamenti su una rete che avrebbe gestito 150 milioni di hryvnie.

Zelensky rimuove Mudra dopo l’inchiesta per corruzione

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha rimosso Iryna Mudra, una delle vicecapi dell’ufficio presidenziale, poche ore dopo alcune perquisizioni eseguite nell’ambito di una vasta inchiesta per corruzione. Mudra, tra le più alte funzionarie della presidenza, seguiva soprattutto le questioni legali, la riforma della giustizia e i rapporti con le istituzioni giudiziarie. Prima di entrare nell’ufficio presidenziale, nel 2024, era stata viceministra della Giustizia.

La funzionaria ha confermato di essere stata formalmente accusata e di aver ricevuto una richiesta relativa a una misura cautelare, precisando però di non essere stata arrestata. In un messaggio pubblicato su Facebook ha dichiarato che intende difendere legalmente il proprio nome. Le contestazioni, al momento, non sono ancora state esaminate da un tribunale.

L’operazione anticorruzione

La rimozione è avvenuta nello stesso giorno in cui l’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino, il NABU, e la Procura specializzata anticorruzione, la SAPO, hanno annunciato un’operazione contro una presunta organizzazione criminale. Secondo gli investigatori, la rete avrebbe coinvolto parlamentari ed ex parlamentari, funzionari dell’ufficio presidenziale e dirigenti di Sense Bank, istituto di proprietà statale.

I media ucraini hanno riferito che gli investigatori hanno perquisito luoghi collegati a Mudra. Accertamenti sono stati svolti anche nell’abitazione del deputato Vadym Stolar, che ha confermato le verifiche e ha detto di collaborare con le autorità. Il NABU non ha inizialmente reso noti tutti i nomi delle persone coinvolte, limitandosi a descrivere una struttura comprendente un vicecapo dell’ufficio presidenziale, un parlamentare in carica, un ex parlamentare e i vertici amministrativi e di controllo della banca pubblica.

L’indagine, denominata operazione Forrest Gump, riguarda il presunto riciclaggio di 150 milioni di hryvnie, pari a circa tre milioni di euro. Secondo l’accusa, il denaro sarebbe transitato attraverso Sense Bank e sarebbe stato utilizzato per pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko, già coinvolto in un altro procedimento per corruzione. Il NABU sostiene inoltre che la rete avrebbe cercato di sfruttare i propri rapporti politici per influenzare la gestione dell’istituto.

Le altre inchieste

Stando alle accuse riportate dai media ucraini, Mudra avrebbe dovuto contribuire a raccogliere il denaro per la cauzione e a portare Sense Bank sotto il controllo dell’ufficio presidenziale. Gli investigatori hanno diffuso anche registrazioni attribuite a persone coinvolte nell’inchiesta, senza identificare ufficialmente tutti gli interlocutori. In uno degli audio, una donna descritta come vicecapo dell’ufficio presidenziale parla della necessità di controllare la corruzione anziché combatterla. Il NABU non ha confermato che la voce sia quella di Mudra.

Halushchenko è imputato anche nel caso Midas, aperto nel 2025 su un presunto sistema di tangenti nel settore energetico. L’inchiesta riguarda tra gli altri Timur Mindich, imprenditore che in passato era stato socio della società di produzione televisiva fondata da Zelenskyy prima del suo ingresso in politica. Secondo gli investigatori, alcune aziende interessate a lavorare con Energoatom, la società pubblica che gestisce le centrali nucleari ucraine, sarebbero state costrette a pagare tangenti. Mindich, che ha lasciato l’Ucraina e si trova in Israele, nega ogni illecito.

Il caso Midas aveva già coinvolto i vertici della presidenza. Nel novembre 2025 Andriy Yermak, allora principale collaboratore di Zelenskyy, si era dimesso dopo una perquisizione nella sua abitazione. Nel maggio successivo era stato arrestato con l’accusa di riciclaggio. Il suo avvocato aveva definito le contestazioni prive di fondamento.

Nel frattempo, l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, licenziato da Zelenskyy a luglio, ha chiesto di individuare un modo per organizzare elezioni presidenziali nonostante la guerra e la legge marziale. Fedorov ha accusato la presidenza di non aver affrontato adeguatamente la corruzione e ha parlato di una crisi sistemica nella gestione dello Stato. Il presidente non ha risposto direttamente alle accuse né alla richiesta di voto.

Il Parlamento ha intanto approvato la nomina di Yevhenii Khmara come nuovo ministro della Difesa e di Andriy Sybiha come ministro degli Esteri. Le elezioni ucraine sono sospese dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala, nel febbraio 2022. Il mandato di Zelenskyy è terminato formalmente nel maggio 2024, ma la legge stabilisce che il presidente resti in carica fino all’insediamento del successore. Un voto durante la guerra porrebbe inoltre problemi di sicurezza e di partecipazione per i militari al fronte e per i milioni di cittadini rifugiati all’estero.