Reperti antichi

Cinquantottomila euro per mappare le orme dei dinosauri

Droni e tecnologia lidar saranno impiegati sulle pareti rocciose del Parco dello Stelvio, tra 2.400 e 3mila metri di quota.

Cinquantottomila euro per mappare le orme dei dinosauri

Il Comune di Milano ha approvato un investimento da 58mila euro per la mappatura delle orme di dinosauro individuate nella Valle di Fraele, all’interno del Parco dello Stelvio. Il materiale raccolto sarà acquisito dal Museo di storia naturale di Milano, con sede in corso Venezia, e servirà a documentare un sito paleontologico di particolare rilievo.

Rilievi in quota con droni e tecnologia lidar

Il finanziamento è stato disposto attraverso una determinazione dirigenziale di Palazzo Marino e coprirà i costi logistici e operativi dell’intervento. Le attività si svolgeranno a una quota compresa tra 2.400 e 3mila metri, in un’area priva di sentieri e caratterizzata dalla presenza di pareti rocciose verticali.

Le risorse saranno utilizzate per gli stipendi del personale specializzato, le trasferte e i dispositivi di protezione individuale. Sono previste inoltre le spese per l’impiego di droni professionali dotati di sensori fotogrammetrici e tecnologia lidar, in grado di acquisire dati sulle superfici difficilmente raggiungibili. Il sistema consente di misurare la distanza dagli oggetti o dalle superfici attraverso impulsi laser e permetterà di effettuare i rilievi in sicurezza, limitando l’impatto sull’ambiente del parco.

La scoperta nella Valle di Fraele

Secondo il Museo di storia naturale di Milano e l’Università di Bergamo, le tracce costituiscono il più importante giacimento europeo di orme fossili del Triassico. Si tratta delle prime impronte di questo tipo individuate in Lombardia e, in base alle informazioni disponibili, delle prime orme dinosauriane rinvenute nel Dominio Austroalpino italiano, a nord della Linea Insubrica.

Il ritrovamento risale a domenica 14 settembre 2025. Durante un’escursione nella Valle di Fraele, il fotografo naturalista Elio Della Ferrera ha osservato con il binocolo un versante roccioso segnato da numerose depressioni. Alcune raggiungevano un diametro di circa 40 centimetri, mentre altre apparivano disposte in file parallele.

Avvicinandosi alla parete, Della Ferrera ha riconosciuto centinaia di impronte fossili, molte delle quali presentavano tracce visibili di dita e artigli. Il giorno successivo ha contattato il paleontologo Cristiano Dal Sasso, del Museo di storia naturale di Milano. Le prime immagini hanno confermato che si trattava di orme di dinosauro non segnalate in precedenza. La campagna di rilevamento dovrà ora acquisire e organizzare i dati del sito, mettendoli a disposizione delle istituzioni scientifiche e museali coinvolte.