Personale sanitario

La Cisl denuncia: più dirigenti, meno infermieri

Carenza nel comparto e reparti chiusi: il sindacato contesta le priorità dell’azienda ospedaliera.

La Cisl denuncia: più dirigenti, meno infermieri

La Cisl Fp Milano Metropoli lancia l’allarme sulla gestione del personale dell’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda. Secondo il sindacato, negli ultimi anni si sarebbe creato uno squilibrio tra le diverse componenti dell’organico: a fronte dell’assunzione di circa 150 dirigenti medici, il comparto avrebbe perso complessivamente circa 350 professionisti, tra infermieri e tecnici sanitari.

La denuncia riguarda soprattutto la disponibilità di personale infermieristico, ritenuta insufficiente per garantire la piena operatività dei servizi. Nella ricostruzione della Cisl, le scelte dell’amministrazione avrebbero privilegiato la realizzazione di cantieri milionari e il reclutamento di nuove figure dirigenziali, senza procedere in modo adeguato allo scorrimento delle graduatorie degli infermieri idonei, disponibili già dal 2022.

La denuncia sulla carenza di organico

Per la sigla sindacale, le conseguenze sarebbero già visibili all’interno della struttura milanese. La carenza di infermieri, sostiene la Cisl in una nota, avrebbe portato alla chiusura di interi reparti di degenza e rischierebbe di incidere sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini. Si tratta di una valutazione espressa dal sindacato, che chiede una revisione delle priorità nella gestione delle risorse umane.

Nel quadro descritto dalla Cisl rientra anche un recente accordo aziendale sottoscritto da altre organizzazioni sindacali. Secondo la sigla, l’intesa avrebbe modificato le linee programmatiche che avrebbero dovuto restare valide fino al 2025, senza introdurre strumenti ritenuti sufficienti per la valorizzazione economica e professionale dei lavoratori.

La richiesta di un cambio di direzione

La Cisl Fp chiede quindi un’inversione di rotta nella politica del personale dell’ospedale. Tra le richieste indicate figurano nuove assunzioni, percorsi di carriera più chiari e incentivi economici concreti per chi opera quotidianamente nei reparti e nei servizi della struttura. L’obiettivo indicato dal sindacato è rafforzare gli organici e riconoscere il ruolo dei professionisti impegnati nell’assistenza.

La posizione della Cisl si concentra dunque sul rapporto tra il rafforzamento dell’area dirigenziale e la riduzione degli operatori del comparto. Il sindacato considera questo divario un elemento critico per il funzionamento dell’ospedale e sollecita interventi capaci di affrontare la carenza di infermieri e tecnici sanitari.