Il 2 agosto 2026, un gruppo di neonazisti ha assaltato un hotel a Sofia, Bulgaria, dove soggiornavano circa 200 ragazzi ebrei provenienti da tutta Europa, tra cui alcuni da Milano e Roma. L’incidente ha scosso le comunità ebraiche, tra cui quella di Milano, rappresentata da Dalia Gubbay, madre di uno dei ragazzi, il 16enne Gabriel.
La signora Gubbay ha raccontato che il figlio è tornato a casa “molto amareggiato e scosso” dopo l’aggressione. Un gruppo di neonazisti, vestiti di nero, si è radunato davanti all’hotel e ha eseguito un saluto nazista al grido di “Sieg Heil”, tentando poi di forzare l’ingresso dell’albergo. “Non pensavo che potessimo trovarci in una situazione simile”, ha commentato Gabriel, ricordando un’esperienza che lo ha fatto sentire come se si fosse tornati ai tempi della Seconda guerra mondiale.
Diritti dei cittadini
Dalia Gubbay ha sottolineato che i suoi figli e quelli degli altri ragazzi sono cittadini europei e hanno il diritto di vivere serenamente. “Sono di religione ebraica e hanno il diritto di vivere serenamente nelle loro città, in Europa e nel mondo”, ha dichiarato. L’assalto è avvenuto alla conclusione di una vacanza condivisa dai ragazzi, evento che avrebbe dovuto essere un momento di gioia e celebrazione della loro cultura.
La madre ha espresso la sua preoccupazione per la sicurezza dei giovani e per il fatto che non possano godere di un periodo di relax lontano da casa senza timore. “Come genitore, sono dispiaciuta che lui abbia dovuto vivere questo momento e che i nostri ragazzi non possano avere la tranquillità e la serenità di trascorrere una vacanza o vivere nelle loro città”, ha concluso Gubbay.